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Perché si usano i tacchi alti e le cravatte così scomodi? |
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Nella storia della moda, comodità e funzionalità non sono mai state al primo posto. «Il desiderio di dimostrare potere e ricchezza, di attrarre uomini e donne è sempre stato una causa trainante dell’evoluzione dell’abbigliamento e degli accessori» dice Stefania Ricci, studiosa del costume e direttore del Museo Salvatore Ferragamo di Firenze. Nella calzatura da donna i tacchi alti compaiono nel XV secolo. Sono le sciapin, le scarpe con suola alta in legno, che potevano raggiungere anche i 65 cm. Il tacco, come lo intendiamo oggi, appare però dalla fine del XVII secolo e soprattutto nel XVIII. I tacchi alti diventano nel tempo simbolo della femminilità e della sensualità, quindi irrinunciabili, anche se scomodi. Dalla Croazia. Anche la cravatta ha origini antiche. Furono forse mercenari croati che combattevano per il re di Francia a introdurne la moda in Occidente, neI 1623. Ma la vera diffusione della cravatta avviene dopo la Rivoluzione francese e la distruzione del modello aristocratico, quando l’eleganza maschile si stabilisce su canoni opposti rispetto al passato. Le uniche concessioni alla vanità e al colore sono date da panciotti e cravatte. I primi oggi sono quasi scomparsi, solo la cravatta permette un minimo di originalità anche a chi, e sono ancora molti, deve portare tutti i giorni abiti formali.
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