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Forse sì, considerata la storia della nascita del forno a microonde. Si narra che Percy Spencer, un esperto della Raytheon (una società statunitense che produce radar), passando di fronte a un radar in funzione notasse come la barretta di cioccolato che aveva in tasca si fosse sciolta. Intuendo qualcosa, si fece dare un po’ di chicchi di mais e li mise di fronte al radar (in particolare al magnetron, la parte che produce le microonde). Subito i chicchi si trasformarono in pop-corn. Da lì Spencer ebbe l’idea di utilizzare le microonde per cuocere i cibi. Radiopannocchie. Le microonde sono onde elettromagnetiche (come le onde radio e quelle luminose) con una lunghezza d’onda compresa tra 1 millimetro e l metro. I forni a microonde utilizzano di solito onde di lunghezza 12,2 cm, corrispondente a una frequenza di 2,45 gigahertz. I radar usano, secondo il tipo (terrestre, marino, doppler ecc.), frequenze diverse. Quelli per il controllo del traffico aereo, per esempio, vanno da 0,96 a 1,215 GHz, quelli per il traffico automobilistico da 24 a 36 GHz. Ma tutte le microonde hanno più o meno lo stesso effetto sull’acqua contenuta negli alimenti (la scaldano e quindi cuociono il cibo). Può darsi, quindi, che un campo dì mais colpito con continuità da onde radar abbastanza potenti possa trasformarsi in un gigantesco deposito di pop-corn.
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